L’idrokinesiterapia è un ramo fondamentale della riabilitazione. La terapia si basa su un’attenta combinazione di esercizi da eseguire in acqua. Proprio da questa caratteristica deriva il suo nome: “idro” sta per acqua, “kinesi” significa invece movimento.
L’acqua è un setting terapeutico ideale, dal momento che permette di sfruttare proprietà fisiche come il galleggiamento, la pressione idrostatica e la viscosità. Queste caratteristiche permettono di agire rispettivamente sul carico, sul riassorbimento degli edemi, sul rilassamento muscolare e sulla resistenza opposta ai movimenti del corpo.
La differenza fra ambiente acquatico e terrestre è data principalmente dalla possibilità di svolgere movimenti in assenza di carico o con carico parziale. La pressione esercitata dall’acqua agisce inoltre sul flusso circolatorio e linfatico, favorendo la riduzione degli edemi.

La temperatura dell’acqua della piscina per idrokinesiterapia è solitamente sopra i 30 gradi. Questo calore è necessario per produrre un rilassamento muscolare che, assieme allo stimolo pressorio, agisce sul meccanismo di percezione del dolore, aumentandone la soglia. La viscosità dell’acqua influisce inoltre sulla resistenza opposta ai movimenti.

Ogni movimento corporeo eseguito in questo ambiente, dunque, trova una resistenza proporzionale e bilanciata alla velocità con la quale è eseguito. Tutte queste caratteristiche permettono un’infinità di soluzioni terapeutiche consentendo di variare molto anche l’intensità degli esercizi.

L’ambiente acquatico di per sé però non basta. Per questo motivo, è necessario abbinare alle caratteristiche fisiche dell’acqua, anche le conoscenze biomeccaniche del fisioterapista.

Idrokinesiterapia, quando farla?

Gli esercizi fisici in acqua sono indicati per molte persone che si rivolgono al nostro centro fisioterapico. I benefici di questa terapia vanno infatti ad influire sul sistema muscolo-scheletrico, cardiovascolare, nervoso e respiratorio.
L’idrokinesiterapia è particolarmente raccomandata in tutte le prime fasi dei programmi riabilitativi, all’interno dei quali può essere associata all’esercizio riabilitativo a secco, alla massoterapia o impiegata come trattamento unico.

Il programma di riabilitazione va impostato dopo un’attenta valutazione dei bisogni del paziente e degli obiettivi prefissati. Generalmente la rieducazione in acqua prevede un programma settimanale basato su due o tre sedute.
La cura ha una durata variabile nel tempo a seconda delle necessità specifiche di ogni percorso individuale di riabilitazione.

Quali sono i campi d’impiego dell’Idrokinesiterapia?

I campi d’impiego dell’Idrokinesiterapia, come abbiamo accennato, possono variare molto. Date le sue caratteristiche, l’esercizio terapeutico in acqua è particolarmente usato nelle fasi iniziali dei programmi riabilitativi (in particolar modo post interventi chirurgici). Ciò permette di accelerare i tempi di recupero dei movimenti spontanei dopo un periodo di
immobilizzazione e di iniziare prima la riabilitazione.

La rieducazione in acqua è in generale prescritta nei casi in cui sia necessario svolgere esercizi in scarico parziale o totale. Ciò permette di eseguire movimenti che a terra risulterebbero impossibili e talvolta persino prematuri e pericolosi.
Di seguito elenchiamo i principali campi d’impiego dell’esercizio terapeutico in acqua.

Idrokinesiterapia indicazioni:

• patologie di origine traumatica
• patologie ortopediche
• stati post-operatori
• riabilitazione sportiva (per rimettere in moto il corpo nella fase successiva all’ infortunio)
• rieducazione neurologica
• rieducazione neuromotoria
• problemi articolari e muscolari
• patologie della colonna vertebrale
• problemi di equilibrio e coordinazione
• presenza di spasticità o alterazioni toniche
• preparazione a prove sportive

Benefici Idrokinesiterapia

Lo scopo dell’idrokinesiterapia è di riabilitare al movimento, migliorando la mobilità articolare e accelerando il ritorno alla normalità. Le patologie trattate nella piscina riabilitativa, come dicevamo, sono sia ortopediche che neurologiche.
Nel primo caso le sedute possono iniziare in fase precoce, al fine di ridurre l’impatto di complicanze dovute all’immobilità prolungata.

Nel caso delle malattie neurologiche invece il lavoro è adattato allo stato del paziente. In questo caso, infatti, il lavoro è mirato al miglioramento dell’equilibrio, della coordinazione e alla riduzione della spasticità, tenendo presente il quadro medico di ogni individuo.
La marcia in più, a livello terapeutico, è data in entrambi i casi da un importante fattore psicologico, tipico dell’idrokinesiterapia. Il ritorno al movimento, seppur in un ambiente controllato e sotto supervisione, ha infatti un forte impatto a livello emotivo. La riabilitazione in piscina permette da subito di progettare il ritorno alla normalità o ad una
migliore mobilità, andando ad impattare positivamente su tutto il percorso riabilitativo.

Idrokinesiterapia esercizi

L’idrokinesiterapia non deve essere confusa con il nuoto o l’acquagym, come spesso accade. Nell’approccio al ritorno al movimento è bene dunque non seguire cattivi consigli ed affidarsi a personale specializzato in riabilitazione.
L’idrokinesiterapia si basa su dei percorsi da svolgere in acqua, di durata fra i 25 e i 50 minuti, sotto controllo del
fisioterapista. All’interno delle varie sedute sono previste varie attività da svolgere sotto supervisione e autonomamente.

Le attività possono prevedere l’impiego di attrezzi (cavigliere, tavolette ecc.) a seconda del tipo di resistenza necessario. Possono altrimenti essere svolte con l’ausilio del corrimano o sfruttando altre caratteristiche tipiche della piscina terapeutica, come appoggi o getti d’acqua. Infine, il terapista può variare la seduta agendo su tre fattori principali: il livello di profondità dell’acqua, la posizione del paziente e gli attrezzi/ausilii utilizzati.

Ogni individuo è così guidato verso la guarigione e il recupero dell’autonomia tramite l’interazione col fisioterapista, che evolve e personalizza di volta in volta il percorso di cura in piscina.

Controindicazioni dell’Idrokinesiterapia

Come tutte le tecniche terapeutiche non invasive, l’idrokinesiterapia ha poche controindicazioni. Ovviamente anche in questo caso sono previste specifiche situazioni in cui quest’attività è sconsigliata.

Ciò avviene in presenza di comorbilità come:
• insufficienza respiratoria
• insufficienza cardiaca
• malattie infettive
• eczemi
• ulcere cutanee
• piaghe da decubito
• patologie dermatologiche
• incontinenza urinaria e/o fecale
• infezioni urinarie
• gravi turbe psichiche
• severe ustioni
• otiti
• sinusiti
• patologia neoplastica in fase avanzata

Idrokinesiterapia ℅ Fisiocortiana- Schio (VI)

Come abbiamo visto, possono essere varie le motivazioni che portano a ricorrere all’idrokinesiterapia. Per saperne di più e valutare attentamente l’inserimento di questa attività nel tuo percorso di cura, non esitare a contattarci. I nostri esperti sapranno valutare le tue esigenze e accompagnarti eventualmente in un percorso che preveda l’attività di esercizio terapeutico in acqua.