La frattura di avambraccio è un infortunio tipico negli sportivi e nei giovani. La causa principale di questo tipo di frattura è la caduta in avanti a braccio teso. Praticare sport come lo snowboard, la bici o lo sci rappresenta sicuramente un fattore di rischio per questa articolazione. Tuttavia anche una banale caduta su uno scalino (caricando sull’avambraccio tutto il peso del corpo) può essere sufficiente a causare la frattura di avambraccio.

L’avambraccio è composto da due ossa, l’ulna (più sottile) ed il radio. Solitamente, a seguito di un trauma sull’arto, avviene una frattura biossea dell’ avambraccio, ma non sono rare anche le fratture di un osso singolo, che solitamente è l’ulna.

Classificazione fratture avambraccio

Le ossa dell’avambraccio, come tutte le ossa, possono fratturarsi in diversi modi. La classificazione dei vari tipi di frattura di avambraccio è quindi la solita che per ogni tipo di frattura. A seguito di un infortunio le fratture si dividono in:

  • Microfratture. Piccole fratture composte a volte non visibili ai raggi X ma comunque dolorose, che necessitano di immobilizzazione
  • Fratture composte. Fratture che presentano due monconi di osso allineati correttamente, che necessitano di immobilizzazione o di intervento chirurgico in situazioni ove è a rischio la funzionalità dell’arto
  • Fratture scomposte. Fratture ove i due frammenti di osso non sono allineati e necessitano talora di riduzione chirurgica.
  • Fratture scomposte pluriframmentate. Fratture dove l’osso è fratturato in più punti. In questo caso deve essere ristabilita chirurgicamente la corretta lunghezza dell’arto. Ciò può avvenire riunendo i vari frammenti o con altre tecniche.
  • Fratture esposte. Il caso peggiore. Fratture dove la ferita penetra sino all’osso rotto che rimane esposto e visibile. In questo caso sono necessarie cure immediate per evitare gravi infezioni che possono compromettere il recupero dall’infortunio.

La frattura di avambraccio richiede nella maggior parte dei casi un intervento chirurgico, l’immobilizzazione dell’avambraccio è infatti generalmente consigliata solo in presenza di fratture composte o microfratture. Vista l’importanza dell’arto è fondamentale infatti assicurarsi che le ossa siano stabilizzate e correttamente allineate (ridotte, in termine medico), di qui l’importanza dell’intervento chirurgico. In ogni caso, sia in caso di intervento chirurgico, che di immobilizzazione tramite apparecchio gessato, al termine dei primi 30/40 giorni successivi, inizia il percorso di riabilitazione dell’arto.

Scendiamo adesso nel dettaglio della riabilitazione di avambraccio per capire di cosa si tratta e come svolgerla correttamente.

Frattura avambraccio, modalità di recupero

A seconda del tipo di frattura di avambraccio, come abbiamo visto, è previsto un determinato tipo di trattamento. Che si tratti di una frattura di ulna, o di una frattura di ulna e radio, scomposta o composta, a livello di riabilitazione non cambia molto. Il programma riabilitativo per la frattura dell’avambraccio in linea di massima è infatti identico, ma con tempistiche e attività che differiscono lievemente fra trattamento chirurgico e immobilizzazione.

Nel caso di trattamento non chirurgico, la riabilitazione è consentita dopo alcune settimane, al momento della rimozione del gesso. Dopo questo periodo, gli esercizi di riabilitazione di avambraccio possono essere eseguiti in sicurezza mirando a recuperare capacità di movimento e potenziando gradualmente la muscolatura.

Nel caso di trattamento chirurgico, specie se l’intervento conferisce da subito totale stabilità all’arto, la riabilitazione avambraccio può iniziare anticipatamente. Già subito dopo l’intervento chirurgico, si possono effettuare i primi esercizi riabilitazione di avambraccio, da svolgere con cura e delicatezza. Questo movimento precoce è importante per prevenire la rigidità tipica che si manifesta dopo un intervento e dopo un periodo di immobilizzazione.

È fondamentale in entrambi i casi rispettare tempi e indicazioni del medico specialista e rivolgersi ad esperti in fisioterapia e riabilitazione, per non incorrere in spiacevoli inconvenienti.

In cosa consiste il recupero post frattura avambraccio?

Il primo obiettivo del protocollo terapeutico adottato dal fisioterapista per il recupero da una frattura di avambraccio è il recupero della mobilità articolare. Il Range of Motion (ROM) è infatti il fattore che rende “misurabile” la qualità del recupero successivo alla frattura di un arto.

Le attività generalmente consigliate, una volta ridotto il gonfiore dovuto all’intervento e possibilmente dopo la rimozione dei punti, variano dalle mobilizzazioni passive delle fasi iniziali (arto mosso dal fisioterapista), sino a progressive mobilizzazioni attive. Grazie a queste attività si punta al recupero dei movimenti di flesso-estensione e in un secondo momento di prono-supinazione dell’avambraccio.

In questa fase la fisioterapia può ulteriormente venire in aiuto con:

  • Massoterapia. Massaggio drenante e decontratturante per braccio e avambraccio
  • Terapie antalgiche come Tecar e crioterapia. La tecar aiuta la corretta guarigione della ferita operatoria e lenisce il dolore, l’uso del ghiaccio invece è utile nelle fasi post intervento per la riduzione di edema e occasionalmente per ridurre il dolore nel corso dei primi 30 gg

Una volta raggiunta l’articolarità completa, l’obiettivo del recupero post frattura di avambraccio è raggiunto, ed è possibile andare oltre con una fase di potenziamento della muscolatura interessata in palestra (elastici, pesetti, altri tipi di mobilizzazione e piccoli carichi).

Nel caso degli sportivi il protocollo terapeutico termina con un’ulteriore fase di controllo basata su esercizi per valutare l’idoneità alla ripresa dell’attività sportiva.

Frattura di avambraccio: i tempi di recupero

A seguito di una frattura di avambraccio i tempi per il recupero completo oscillano dai 3 ai 6 mesi. Ovviamente nei soggetti più giovani il recupero dalla frattura dell’avambraccio è più veloce, mentre è più lento nei soggetti adulti e anziani con osteoporosi.

Nel primo periodo della riabilitazione di avambraccio è possibile incorrere in fenomeni di rigidità articolare, che vengono poi superati col tempo.

Considera che il recupero è spesso completo, e si possono tornare a svolgere tutte le attività che si facevano in precedenza. Anche riguardo a questo tema però, sono il medico ed il fisioterapista il faro da seguire.

Con l’avanzare del recupero sono loro, infatti, a dare il disco verde per tornare progressivamente a svolgere le varie attività quotidiane, e se del caso sportive.

I tempi di recupero variano anche a seconda di altri fattori, come il tipo di frattura e il tipo di stabilità conferita dall’intervento chirurgico. Se la stabilità dell’avambraccio è già raggiunta con l’intervento di osteosintesi, infatti, il recupero sarà più veloce, mentre ci sarà da aspettare nel caso in cui la stabilità sia raggiunta solo a seguito della saldatura delle ossa (dai 30 gg in poi dopo l’intervento).

In ogni caso i tempi della guarigione radiografica, 3 mesi, coincidono solitamente con il tempo necessario per il recupero completo tramite fisioterapia.

In caso di impiego di mezzi di osteosintesi, c’è da considerare anche l’eventualità di un’ operazione di rimozione dei medesimi ad osso completamente ristabilito. Quest’operazione è consigliata ai soggetti giovani e alle persone che provano fastidio dovuto alla presenza di placche, viti e protesi metalliche nell’avambraccio.

Ai 18 mesi dall’operazione, nel caso delle ossa dell’avambraccio, i mezzi di osteosintesi possono infatti già essere rimossi. I vantaggi di quest’operazione possono quindi superare gli svantaggi, considerando anche il rapido recupero che si ha dopo questo tipo di operazione.

Come accelerare il recupero dell’avambraccio con la fisioterapia

Fisiocortiana è un centro di riabilitazione specializzato in recupero post-chirurgico, per questo puoi rivolgerti a noi per il recupero post frattura di avambraccio.

Passo dopo passo e con il consolidarsi della guarigione ti seguiamo nel recupero delle range di movimenti e funzioni dell’avambraccio. I due movimenti caratteristici dell’arto, la prono-supinazione e la flesso-estensione, sono monitorati di seduta in seduta dai nostri esperti, applicando il protocollo ideale di settimana in settimana, per puntare a un recupero completo.

La corretta esecuzione di un intervento chirurgico, o un’ottima saldatura della frattura post immobilizzazione, non garantiscono infatti un ritorno della funzionalità al 100%.

Per questo, seguendo un percorso di riabilitazione di avambraccio stabilito dai nostri esperti, potrai puntare più facilmente a un successo completo nel recupero delle funzionalità.

Contatta il nostro centro per un consulto con i nostri fisioterapisti e metti in pratica le attività ideali per ottenere un recupero ottimale. Puoi inoltre rivolgerti agli esperti del nostro poliambulatorio per un’analisi dettagliata dei risultati di follow-up di RX e porre ulteriori domande riguardanti il tuo infortunio.

Il ritorno alla piena attività e il mantenimento di un buon livello di salute, anche in questo caso, sono la nostra missione!